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E’ passata un’altra sera e tutto sembra uguale. Viaggio da solo nella mia foresta. Tutto è fermo, nn ho sonno in fondo e ho voglia di stare solo. Mi sento forte, e mi è stata data la seconda occasione. Nn posso aspettare, sono libero. Nn lascerò questa notte come un giorno qualsiasi, questa libertà deve essere sfruttata. La notte fa da sfondo, poche ore per dormire, ma nn posso aspettare di perdere quello che ho. Inizio a correre, è una salita. Sbavo nn ce la faccio più, ansimo e le zampe mi fanno male. Nn ti fermare mi ripeto, nn ti fermare, la vita ti ripagherà per tutte le fatiche che hai fatto. Ancora un po’. Sento degli spari, e delle grida… “E’ lì! E’ la volpe che inseguiamo da giorni.”… Volpe?!?! Ma sono un lupo, perché mi scambiano per qualcos’altro? Adesso è più difficile correre su questa salita, con i nemici dietro che inseguono e sparano, insultano, imprecano… niente rispetto. Li odio, ma ormai la corsa è mia. Sarò io il primo. Mi sono gettato per primo e sarò sempre il primo. Qualcosa mi assale, è la paranoia. E’ sveglia e piange ancora su di me. Mi sento solo e fragile, e capirmi nn è facile… dentro c’è un inferno che vuole esplodere. Continuo ad ansimare, ma vedo di nuovo una luce: è in lontananza. Sono arrivato, solo e fragile, cacciatori di merda… volpe un cazzo, guardate sto lupo che ha fatto. La luce è sempre più vicina, sto per uscire dalla mia foresta… con un salto esco e tutti quei raggi mi accecano, nn vedo il terreno e cado. Le zampe mi tremano mentre mi alzo dalla caduta, ma con tutta l’adrenalina nel corpo il dolore nn lo sento. Apro gli occhi… un precipizio dove nn si vede la fine, ma in lontananza una luce blu, alla base un verde smeraldo e sopra il tutto un grande cerchio argentato. Ululo per la vittoria. Guardo in lontananza e sono indeciso, ansimo. Ho azzardato una volta… salto di nuovo?
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Eccola arriva, benvenuta morte, dopo quel botto sul nudo asfalto, con la schiena maciullata. Nudo. Stanotte io mi perdo tra le sue braccia, la morte. Tieniti forte uner, andiamo. Cazzo resurrezione, nn c’ho mai creduto, perduto e fottuto. Voglio scappare, come al solito mi danno quell’immagine distorta. La odio. La morte nn è mai come ce l’aspettiamo, sembra una punizione, con un coltello avrei potuto finirla e invece ho preferito vivere. La morte, uner tieniti forte, questa è come una barzelletta già sentita. Ok scelgo il Lupo… scontato, per voi sarà anche banale, ma io ho scelto ho agito… voi nn avete il coraggio. Stanotte io mi perdo, per nascere sotto nuova forma, più volte sono resuscitato, ma sempre sotto forma di umano. In realtà sono un’animale, siamo animali, carne da macello. Sarò cacciatore disperso in lande solitarie, piene di neve ai piedi di montagne millenarie. Vagherò come adesso, ma senza nessun rimpianto. Benvenuto a nuova vita. Ululo alla luna. Adesso viene anche meglio.
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Mi butto da un aereo, mi sono lasciato andare e senza paracadute cado giù e canto. Sono felice, tutto sta per finire allargo le braccia al cielo come per stringere qualcosa più grande di me. Forse era meglio avere un figlio, avere più coraggio, magari tornare indietro e desiderare quello che abbiamo perso. Invece eccomi qua in caduta libera, sopra il mondo e mi sento un dio. In aria creo evoluzioni ma nn guardo mai a terra, ho gli occhi chiusi. Gli apro e i raggi del sole mi accecano; voglio sentire il vento sulla pelle, incomincio a levarmi le scarpe, la maglietta, subito dopo levo i calzini, i jeans, le mutande devo essere nudo mentre cado, per creare imbarazzo. Sorrido sempre di più mentre stringo quella catenina a cui tengo tanto e all’improvviso la strappo dal collo e la lascio andare, ma prima la bacio. Nn è facile lasciarsi andare, ma rilasso mente e corpo. Continuo a fissare il cielo, le nuvole e tutto ciò che è infinito. Nn sono spaventato, ho paura solo della reazione degli altri verso il mio gesto. Nessuno capirà mai, un gesto insensato… ma nn per me. E’ tutto vero, sto precipitando nel vuoto con il sole che mi acceca gli occhi, nudo ma fiero. Il vento umido sulla pelle mi bagna…adoro l’acqua. E’ tutto vero, tutti i ricordi passano davanti. E’ tutto vero, la fine nn E’ come la immaginiamo. C’è un nuovo inizio. Schiantato a terra, con un sorriso ebete stampato in faccia lentamente si forma un nugolo di persone intorno a me. Si domandano perché sono nudo, perché ho commesso un gesto simile…troppi perché io mi sono lasciato andare e ho vissuto sicuramente più nella caduta che in questa vita, E’ ora di ricominciare.
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Vorrei trovarti seduta sui gradini di casa tua in lacrime, con i capelli lunghi sciolti di un rosso fuoco ardente sistemati per quella festa che penso sia andata male. Vorrei trovarti così, con quel vestito da sera sporco di polvere, per via del vento che tirava, e il trucco sciolto che per via delle lacrime crea un effetto paradossale vicino a quei tuoi occhi azzurri. Ti vedo piangere e singhiozzare così forte che inchiodo con la macchina, il finestrino aperto oltre che a far prendere una bella brezza serale serve anche a sentire quei piccoli rumori. Ti vedo e scendo subito. Mi vedi, cerchi di entrare in casa ma nn trovi le chiavi, piangi di nuovo. Mi presento :"Piacere sono nessuno, ricordami come qualcuno che ti ha confortato solo per questa notte, e domani sarò solo un bel ricordo che potrai dimenticare!" Ridi. Piangi di nuovo. Tristemente ti domando cosa ti è successo, ma con un tono acido mi chiedi di andar via. Nn voglio, sei così bella. Continuo ad osservarti. Nn hai le scarpe ai piedi, sono buttate vicino il portone della villa dei tuoi. I tuoi piedi sono sporchi di terra, penso che hai camminato a piedi scalzi. Insisto, voglio sapere cosa ti è successo. Alterandomi, ti prendo, ti spingo addosso a quel cancello che nn sei riuscita ad aprire, ti accarezzo il viso e ti asciugo le lacrime sporcandomi di trucco. Ora voglio sapere che cosa ti è successo. Piangi di nuovo. La mia empatia si fa sentire, piango anch’io e nel tuo dolore ti abbraccio. Posso sentire il tuo cuore che pulsa sopra il mia. Piccola creatura indifesa. Abbiamo parlato tutta la notte e appena sorto il solo sono andato via, come ti avevo promesso nn sono nessuno e ti avrei confortato solo per questa sera, già nn esisto più. Vorrei poterti ricordare così, su quei gradini di casa in lacrime, con i capelli lunghi sciolti di un rosso fuoco ardente sistemati per quella festa che penso sia andata male e con quel vestito da sera sporco di polvere. Invece ho di te quest’immagine: seduta e sorridente, che ti tieni strette le mani al petto e nascondi i piedi all’ombra creata dal sole che sorge e mi saluti. Adesso sono io che piango per un mio dolore, avrei voluto evitare di amare di nuovo.
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